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venerdì 1 giugno 2012

Vacanze a Cinque Stelle e disoccupazione record

Preparatevi ad un nuovo ciclone Cinque Stelle. L’estate sarà decisiva per far impennare ulteriormente i consensi del Movimento, magari anche oltre la soglia del 20%. Una grossa arma a favore dei grillini è infatti la selva di settimanali e notiziari on line di gossip che si apprestano a documentare le vacanze tutt’altro che sobrie dei volti noti della politica italiana.

Pensate a quello che è accaduto a capodanno 2012 e amplificatelo all’ennesima potenza. Il notiziario di Virgilio.it riportò con puntualità, ad esempio, le vacanze da sogno alle Maldive di Renato Schifani, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli al Palm Beach Resort, dove si paga da 2000 a 4500 euro al giorno; oppure quelle di Giuliano Pisapia in Thailandia in un hotel da 900 euro al giorno; persino Susanna Camusso è stata individuata in un noto resort del Madagascar. 

Il Palm Beach Resort alle Maldive
Pensate a quello che proverà un italiano medio, quest’estate, dinanzi alle immagini dei nostri politici in supervacanze stellari (possibili grazie a stipendioni, benefits vari, doppi e tripli incarichi, ecc…).
Pensate a cosa proverà una persona che oggi non riesce a trovare una ed una sola opportunità di lavoro per costruirsi un briciolo di futuro. (disoccupazione record ad aprile al 10,2%, fonte Istat).

Se la gran parte dei politici facesse politica (agire nell'interesse dei cittadini e delle comunità, anteporre gli interessi della collettività ai propri) e non antipolitica, ben vengano non una ma anche dieci vacanze da sogno!!!

PS: agli anti-Grillo dico di star tranquilli: lui è fin troppo scaltro, sarà pure ricco e avrà le ville, ma su uno yacht in Costa Smeralda o in un resort ai Caraibi non lo vedrete mai, perché, piaccia o non piaccia, ora sta conducendo una battaglia e sta imprimendo una linea alla sua creatura, il Cinque Stelle, cosa che non si vede nè a destra, né al centro, né a ainistra

martedì 29 maggio 2012

Indecisi al 45%. Chi li conquisterà?

Durante la trasmissione Porta a Porta, Renato Mannheimer ha diramato un sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani che mette in evidenza due dati: 1) il 45% degli intervistati non sa chi votare; 2) il Movimento Cinque Stelle è il terzo partito e sfiora il 18%.
I dati diffusi a Porta a Porta sono in linea con quelli che più di un istituto demoscopico sta diffondendo nelle ultime settimane.

Il vero nodo è relativo agli indecisi che se oggi rappresentano quasi la metà dell'elettorato, al momento delle elezioni resterebbero comunque attorno al 20-25%. C'è, dunque, un'ampia fetta di potenziali elettori che potrebbe essere intercettata dalle forze che si presenteranno alle urne.

Se il quadro restasse più o meno quello attuale, un indeciso sarebbe più motivato a votare il Movimento Cinque Stelle o uno dei partiti tradizionali? La risposta è più semplice di quanto si possa pensare. I grillini offrono motivazioni di varia natura al potenziale elettore: rappresentano un'idea nuova della politica, candidano una classe dirigente giovane, intercettano il voto di protesta, sono fuori dalle ragnatele dei Palazzi del Potere.

I partiti invece avranno altre priorità. Il Pdl fino all'ultimo dovrà ricollocare il Cicchitto (che ha appena compiuto 20 anni da parlamentare) e il La Russa di turno. Il Pd sarà attento ad accontentare tutte le correnti (veltroniani, franceschiniani, renziani, bindiani, ecc, ecc, ecc…) con candidature mirate e non al passo coi tempi. Casini penserà come al solito a schierare i "portatori di preferenze" cooptati regione per regione...