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sabato 15 giugno 2013

I 10 peggiori errori del Movimento Cinque Stelle da febbraio ad oggi

I 10 peggiori errori che stanno trasformando il Movimento Cinque Stelle da novità della politica italiana a fenomeno dell'antipolitica da Prima Repubblica.

1° - La guerra tra i parlamentari. Il caso Adele Gambaro è la punta dell'iceberg. Ci sono troppi galli nel pollaio
2° - La scarsa presenza televisiva: l'opinione pubblica si forma un'idea essenzialmente attraverso Rai e Mediaset
3° - Lo scontro troppo duro con la stampa: un errore piuttosto banale. I giornalisti sono permalosissimi
4° - I capigruppo dei primi tre mesi: Vito Crimi e Roberta Lombardi si sono segnalati per gaffes anche volgari
5° - Le isterie di Beppe Grillo contro chi non rispetta la sua linea politico-istituzionale
6° - Il mancato accordo con il Pd per governare e adottare scelte radicali per cambiare il Paese
7° - Le primarie online mal pubblicizzate: pochi i votanti sopratutto delle Quirinarie
8° - Lo scontro con Milena Gabanelli: toni esasperati sul web, mentre bastava smentirla in maniera elegante
9° - I finti follower o seguaci che innalzano gli account di Beppe Grillo a numeri stellari non reali
10° - Sulla diaria trattative ad oltranza. La questione andava risolta in mezza giornata.
                                                                                                                                               @gedegue

mercoledì 12 giugno 2013

Finita la scuola, finite le elezioni, è tempo di voti

In queste ultime settimane sta trionfando il groviglio di antipolitica. Nei partiti e fuori da essi aumentano le meschinità e i giochi di potere mentre l'Italia va a rotoli e il Governo Letta viaggia a 20 km/h.

Pd: voto 5,5. Dopo la debaclè delle politiche si riscatta alle amministrative dove vince perchè va poca gente a votare e tradizionalmente i militanti di sinistra costituiscono lo zoccolo duro di ogni competizione elettorale. Ma dentro il partito è guerra senza fine tra correnti. Le correnti sono l'emblema dell'antipolitica, perchè in un partito come il Pd non si potrà mai ragionare nell'interesse del Paese: regnano i personalismi. Punto.

Silvio Berlusconi: voto 5. Il Pdl è lui, lui è il Pdl. L'equazione non torna: quando Berlusconi avrà 90 anni, cosa sarà del Pdl? Il partito alle amministrative si è liquefatto. E non si capisce che fine abbia fatto il suo segretario vicepremier. E' questo il modo di guidare un partito che dal Cav viene indicato come unica ancora di salvezza per l'Italia? Questa è un modo di far politica o antipolitica?

Beppe Grillo: voto 5. Ultimamente è isterico. Comprensibile che si arrabbi con i "galli" del Movimento Cinque Stelle che non sarebbero mai esistiti senza la sua spinta elettorale. Ma a volte esagera. Ha bisogno di una camomilla e di capire cosa non funziona nel Movimento.

Movimento Cinque Stelle: voto 4,5. Se si continua di questo passo sarà davvero etichettato come la peggiore forma di antipolitica. La discussione dialettica interna è diventata guerra intestina. Chi si trasferisce nel gruppo misto, chi si scaglia pubblicamente contro Grillo, chi mugugna dietro le quinte per spaccare e farsi la corrente di fedelissimi. Tutta roba da partiti di Prima Repubblica. Per favore, si cambi testa, altrimenti si perderanno fans anche tra i fedelissimi dei meet up.

Il Centro: np. Non pervenuto. E Monti dove è finito? Boh. Chi li capisce...

QUESTE PAGELLE UN PO' SPIEGANO PERCHE' META' PAESE NON E' ANDATO A VOTARE PER I SINDACI. O NO?


 

giovedì 30 maggio 2013

Rodotà ha in parte ragione. Un partito sul web vale al massimo il 7-10%

L'hanno fatta entrambi troppo drastica. Sul Corriere della Sera Stefano Rodotà ha usato toni a tratti eccessivi nei confronti della performance del Movimento Cinque Stelle alle scorse amministrative. L'intervista trasmetteva al lettore messaggi velenosi più che realistici. Su una cosa, però, concordo in pieno con Rodotà: un partito non può "campare di web". La base grillina nata con i meet-up e cresciuta su blog, forum e social network si è dilatata nel corso del tempo. Se nel 2009 valeva 1-2%, nel 2012 valeva il 3-5%, ora il 5-7%. E' lo zoccolo duro del movimento. Potrà ancora crescere, certo. Ma quanto? Non più di qualche altro punto percentuale.

Il resto sono elettori volatili. Sono quelli che hanno fatto alzare l'asticella al 25% alle ultime politiche. Sono quel blocco che ha spinto Pizzarotti al ballottaggio. Gente che vota Grillo per ripicca nei confronti del Sistema Italia Malato.
Oggi sono con Grillo, domani, se non gli sta più a genio, magari tornano con Berlusconi, volano nel Pd o non vanno più a votare.

Il Movimento Cinque Stelle non può pensare di decollare secondo gli umori di questo blocco di italiani scocciati, indecisi e sopratutto volatili. In questo modo si autocondannerebbe a fare a vita l'opposizione (come spiegò Marco Travaglio in una sua riflessione qualche mese fa).

Ah dimenticavo. Ho spiegato perchè Rodotà, a mio avviso, ha esagerato. Aggiungo ora che Grillo sarò rimasto pure parecchio amareggiato dall'intervista ma "ottaugenario miracolato"...beh...mi sembra piuttosto eccessivo e ingeneroso.

@GeDeGue

venerdì 24 maggio 2013

Perchè Grillo deve ringraziare Gabanelli e L'Unità

Si va per attaccare la strategia mediatica di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e alla fine, come un boomerang, gli si fa un bel favore. Accade in Italia, dove ormai la stampa è sempre più ossessionata dal Movimento Cinque Stelle (che ha sostituito l'onnipresenza su quotidiani e tv di Silvio Berlusconi). Ma se si vuol mettere in difficoltà Grillo, non si potrebbe inventare qualcosa di più giornalistico, anzicchè non-notizie?

Ci ha provato prima Milena Gabanelli con il dossier sui guadagni del blog. Comunicato dello staff di Grillo in replica al dossier di Report: «Nel 2012 i costi erano diventati insostenibili e fu inserita per questo, verso metà anno, la pubblicità, ma non per tutte le categorie, per evitare di chiuderlo. Nel 2011 CA», sigla che viene usata per indicare la Casaleggio Associati, «ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro. Le perdite del blog sono state sempre coperte da CA. I bilanci di CA depositati alla Camera di Commercio di Milano sono peraltro disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni».

RISULTATO: Gabanelli si è quasi scusata
. (http://www.repubblica.it/politica/2013/05/21/news/milena_gabanelli_intervista-59266016/)

Da l'Unità: «All'epoca del web 2.0, sottolinea il quotidiano, si farebbe un errore a considerare la strategia mediatica di Grillo limitata solo a Internet. Si deve, piuttosto, parlare di una "fabbrica del consenso" che ha l'appoggio fondamentale anche di stampa e tv. Non tutte, naturalmente, ma di due braccia armate e potentissime: da un lato Michele Santoro e il suo Servizio Pubblico, dall'altra il Fatto Quotidiano e Marco Travaglio in prima fila».

RISULTATO: se è una critica...è fatta malissimo, piuttosto ne esce fuori l'immagine di uno stratega della comunicazione che ha condotto un'abile operazione mediatica per conquistare consenso.  Complimenti.

@GeDeGue

martedì 14 maggio 2013

Follower inventati, la guerra tra Grillo e L'Unità

L'Unità ha pubblicato la classifica dei profili su twitter con il maggior numero di fake, ovvero di follower finti, che seguono i personaggi politici sulla cresta dell'onda.

Nella classifica spicca al primo posto il profilo di Beppe Grillo con il 53% di fake e solo 171.000 utenti attivi su 1.222.000 follower complessivi. Al secondo posto il Movimento Cinque Stelle con il 48% di fake e solo 31.000 utenti attivi su 182.000 follower complessivi. In sequenza poi figurano il profilo di Antonio Di Pietro e Matteo Renzi che si dividono con il 47% di fake il terzo posto.

Che Gianroberto Casaleggio e la sua agenzia lavorassero molto bene sulla comunicazione attraverso i social media era cosa nota. Che fossero così tanti gli utenti "finti" al seguito del profilo twitter di Beppe Grillo, lo era un pò meno.

Ma c'è un'ambiguità: L'Unità, che dedica una pagina al servizio, non specifica nell'articolo di Michele di Salvo, in che modo è stato condotto lo studio, e sopratutto non è ben chiaro da chi è stato commissariato. Beppe Grillo replicherà, numeri alla mano?

PS: la storia della diaria è finita come è logico che fosse, con una decisione in assemblea e la fine delle tante confusioni che avevo creato il sondaggio sul web diffuso da La Repubblica

@GeDeGue