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| Ilvo Diamanti |
B) Poi perché il suo successo deriva, sicuramente, dalla critica contro il sistema di Grillo, ma anche dal fatto che il Movimento ha coagulato gruppi e leader attivi a livello locale. Impegnati su questioni e temi coerenti con quelli affrontati nel referendum di un anno fa. Collegati alla tutela dell'ambiente, ai beni pubblici. Alla lotta contro gli abusi. Progetti di "politica locale" promossi da persone estranee a interessi privati e a lobby. Per questo credibili, in tempi scossi da scandali e polemiche sulla corruzione politica.
C) Infine, perché i loro elettori sono tutto fuor che "impolitici". Mostrano un alto grado di interesse per la politica (sondaggio Demos, aprile 2012). Certo, un terzo di essi, alle elezioni politiche del 2008, si è astenuto. Ma il 25% ha votato per il Pd e il 16% per l'Idv. Il Movimento Cinque Stelle, per questo, rivela il disagio verso i partiti (….)
Con questi partiti, questi leader, questi schieramenti, queste leggi elettorali e con questo sistema istituzionale - conclude Diamanti - temo che passeremo ancora molto tempo a discutere di antipolitica. Per mascherare la miseria della politica».
Peccato che il prof. Diamanti in questa sua puntuale analisi dimentichi l'IMPORTANZA DETERMINANTE DELLA RETE PER SVILUPPARE IL MOVIMENTO, INTESO COME ALTERNATIVA ALL'ATTUALE SISTEMA POLITICO-PARTITICO. Senza la rete, lo sdegno collettivo e la volontà di comune di smuovere il Sistema Malato non sarebbero mai sorte.
